Il Decreto Semplificazioni e la sicurezza dei lavoratori

Decr

Il Governo Monti se ne frega. Potrebbe essere il titolo di un nuovo libro di Luciano Ligabue, ed invece è il pensiero del nostro governo, riguardo alla sicurezza sul lavoro. Ben prima di silurare i lavoratori con la riforma del Lavoro, ed i suoi articoli 18 e CIGS (cassaintegrazione generale straordinaria) al seguito, ci ha pensato il Decreto Semplificazioni (DL 5/2012, emanato dal Presidente della Repubblica il 9 Febbraio 2012) a lederne i diritti.

 

Passato fra i media generalisti in sordina, tra gli articoli di questo decreto con buona pace di tutti i Sindacati, ne è stato inserito uno, l’articolo 14, che tende a depotenziare in maniera spudorata i controlli per la salute e la sicurezza sul lavoro (articolo 14, comma 4, lettera f). E lo fa in un modo così vergognoso che forse neanche il precedente governo sarebbe riuscito a fare altrettanto.

 

Questo articolo prevede la soppressione o la riduzione dei controlli per la sicurezza sul lavoro, per le imprese in possesso del certificato di qualità UNI ISO-9001 o altra appropriata certificazione emessa.. In pratica con l’entrata in vigore del Decreto Semplificazioni basterà avere un certificato UNI ISO-9001 o UNI ISO-14001 o BS OHSAS 18001 per vedere soppressi o ridotti tutti i controlli della pubblica amministrazione, tranne quelli in campo fiscale e finanziario (confermando così l’unico campo tecnico a cui tengono, da bravi economisti, il bilancio!).

 

Va ricordato, per chi non lo sa, che le certificazioni UNI ISO-9001 o UNI ISO-14001 niente hanno a che vedere con la tutela della sicurezza sul lavoro, perché si occupano della gestione della qualità nel ciclo produttivo (la prima) e della tutela dell’ ambiente (la seconda). Inoltre tali certificazioni non vengono assegnate da organi statali o sovranazionali di controllo, ma da aziende private che devono essere solo autorizzate dal Ministero del Lavoro.

 

Sulla irreprensibilità delle imprese rilascianti la certificazione si può discutere.  Certo molte non si fanno corrompere e sono ligie al proprio dovere ma parecchie si sa, soprattutto in Italia, fanno di tutto e farebbero di tutto per lucrare. Essendo aziende private pagate da altre aziende private, che hanno bisogno a vario titolo della certificazione, poi, è ovvio che faranno il possibile per rilasciare la certificazione ed essere pagate.

 

Ma non è finita qui, il governo ha avuto anche la straordinaria idea di inserire il comma 4 lettera d, in cui si inserisce il concetto di “collaborazione amichevole” da parte dei controllanti con i soggetti controllati, al fine di “prevenire rischi e situazioni di irregolarità”. Se giusta appare la voglia di prevenzione ingiusta appare la forma della “collaborazione”: quale contorsione mentale si è prodotta per arrivare all’idea geniale che chi controlla non deve dare disturbo all’impresa controllata? Chi svolge il ruolo di vigilanza e controllo deve, per la natura stessa del suo ruolo, creare intralcio,  guardare ovunque in un luogo di lavoro, chiedere conto di tutte le misure di prevenzione attuate dalle aziende, spulciare, indagare… La normativa in vigore non consente affatto la “collaborazione amichevole” : se un ispettore ASL riscontra una violazione e non la sanziona, nell’interesse della salute e della sicurezza del lavoratore, compie una grave omissione di atti di ufficio in quanto Ufficiale di Polizia Giudiziaria, con relativa denuncia d’ufficio alla Procura della Repubblica !

 

L’art.14, che viola anche la Direttiva quadro europea 89/391/CEE, non va modificato, ma semplicemente cancellato! In un paese in cui quasi 10.000 lavoratori all’anno muoiono per infortuni o malattie professionali non è possibile lasciare la libertà alle imprese di decidere come e quanto proteggere, spendere o risparmiare per la tutela dei propri lavoratori. A meno che, non si cerchi così, con un calcolo puramente economico, di far arrivare meno gente al conseguimento della pensione. Cinicamente. Per risparmiare. Cosa altrettanto abominevole. Non vi pare?

 

Qui trovate il testo del decreto: link

 

You can leave a response, or trackback from your own site.

Leave a Reply