Sony Experia Sole , arriva il Display Floating Touch

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Appena ieri ci si dibatteva se fosse da preferire un display resistivo o uno capacitivo. Certo il primo lo potevi usare anche con i guanti, ma il secondo era più sensibile, e poi garantiva una usabilità migliore, più intuitiva, più semplice.

 

A parte l’usabilità ciò che li differiva era la tecnologia, infatti mentre nel display touchscreen resistivo la logica era data dalla conduzione elettrica (premendo lo schermo si creava semplicemente un contatto tra due strati conduttori, separati da uno spazio, stabilendo passaggio di elettricità a cui faceva seguito una reazione software nel dispositivo), nel touchscreen capacitivo la dominante era il campo elettrico (sfiorando lo schermo, anche con più dita, si andava a variare il campo elettrico del display, che era costituito, in superficie, da una patina di ossido di metallo ed era elettrificato ai quattro angoli, di modo che il software del dispositivo rilevasse le coordinate del campo elettrico variato, attraverso la caduta di tensione, lo squilibrio dovuto alla variazione, e producesse una reazione predeterminata, come ad esempio il clic su una lettera in un sms).

 

Ma ora anche il capacitivo sembra avere le ore contate.  La tecnologia si sa, non si ferma mai e le ricerche scientifiche, nel tentativo di offrire un prodotto migliore, ma anche di far guadagnare l’impresa che le sviluppa e le propone, chissà cosa altro ci riserbano che non immaginiamo già. Come il nuovo Sony Experia Sole,  smartphone con Android ICS, e  caratteristiche comuni a molti modelli simili come alla gamma dell’azienda che lo commercializza e lo propone (tipo la fotocamera da 5Mpx, o il Mobile Bravia Engine, per quanto concerne l’acceleratore grafico) che però, rispetto alla concorrenza, presenta una  particolarità (a parte il design, minimale e originale): il Display Floating Touch.
Questo tipo di display combina le potenzialità del capacitivo con la versatilità del resistivo. Si può usare anche con i guanti, si può usare con due dita, si può usare senza neanche toccarlo. Si, avete letto bene: si può usare senza toccarlo. Grazie ad un raddoppiamento dei sensori capacitivi il telefono, a distanza, predice e precede il clic, dando modo di selezionare prima di cliccare, senza commettere l’errore di pigiare una lettera per l’altra o un link per un altro in caso di navigazione. Grazie a questo sistema il display quindi prevede l’avvicinarsi del dito in un punto (sia esso nudo o coperto da un guanto) e permette l’interazione col software attivando tutte le varie funzioni di cui un moderno smartphone dispone.

 

 

Tecnicamente, come ha spiegato Anna Aleryd, sul blog ufficiale Sony  i sensori capacitivi sono posizionati agli incroci di una griglia più o meno fitta, in base alla grandezza del display; questi sensori  prendono il nome di mutual-capacitive e self-capacitive, dove il primo è il sensore tradizionale a sfioramento multi-touch ed il secondo è il sensore dell’innovazione, quello in grado di generare un segnale che proietta il multi-touch all’esterno del display, che permette il foating touch (lett. Tocco galleggiante) consentendo di rilevare oggetti conduttivi distanti dallo schermo fino a 2 cm.

 

Tutto ciò va a scapito dell’esperienza capacitiva? Niente affatto, come sostiene sempre Anna Aleryd, anzi lo rende più intuitivo, più veloce, più sensibile. In una parola: migliore.

 

In attesa di poterlo provare dal vivo (per credere) ecco qui due video che ne mostrano le capacità.

 

 

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