Sul Peso del Metallo e sull’importanza dell’editing in un romanzo

Il Peso del Metallo 1

I libri sono scritti e fatti per essere letti, non corretti da chi li legge. Può capitare qualche svista, qualche scivolone lessicale, qualche errore di battitura ma, più in generale, è raro vedere sviste, errori lessicali e di battitura lungo lo stesso testo, per tutto il testo. A correggere tutto, a prepararlo per essere letto, a controllarne la coerenza, la concordanza, e a suggerire all’autore come muoversi per meglio rappresentare ciò che ha in cuore di dire ci pensa una figura fondamentale in una casa editrice: l’editor ed il processo che pratica nella preparazione del testo alla fruizione prende il nome di editing.

 

Un buon editor sa toccare la storia lasciando invariato il risultato, quello che l’autore vuole esprimere,  evocare, raccontare. Per carità sono difficili gli autori, sono diffidenti e spesso hanno l’impressione di vedersi deflorare quanto scritto, per questo sono restii a far mettere mano al proprio lavoro… Eppure qualche volta qualche violenza creativa sarebbe giusta. Se non altro per non lasciare al lettore l’irritazione per aver comprato e a volte letto qualcosa che, seppur avvincente per lo spunto e la trama, debba essere ancora corretto. Editato. Rivisto. Migliorato.
Si ha questa sensazione, purtroppo, leggendo IL PESO DEL METALLO di Roberto Bernocco, pubblicato in formato e-book, dalla giovane Abel Books, casa editrice proiettata nel terzo millennio e nel presente digitale. Una casa editrice con tante buone intenzioni , idee, ed alcuni titoli davvero interessanti. A patto che curi di più il lato dell’editing.

 

Il Peso del Metallo 2

 

La storia, lo spunto in sé, è davvero intrigante. Una band emergente che arriva al successo, una combriccola di amici che ottiene ciò che desidera, finché si accorge che ciò che desidera è ben altro che il successo. Anche alla luce di eventi metafisici che scoraggerebbero anche il più ambizioso ed audace. Ma andiamo con ordine. Nel Peso del Metallo, di Roberto Bernocco, il protagonista è Walter, giovane impiegato del Nord con la passione per la musica, che coltiva nei ritagli di tempo fra il lavoro e la nonna, assieme a tre amici, Valentina, Riccardo e Giorgio. Tre amici di una vita, che si riuniscono per suonare e stare insieme, senza tante velleità, senza aver mai provato a fare niente di serio, senza sognare nemmeno di averlo un pubblico. Si, perché, prima incongruenza, essendo ben oltre l’età dell’adolescenza, uno s’immagina una band sfinita dalle mille porte in faccia avute ed invece niente, passeranno dall’anonimato al successo planetario, senza nemmeno averlo voluto, desiderato ecercato, in un giro di giorni.

 

Giorni come gli altri finché non arriva il giorno giusto, quello del corriere espresso, che recapita a Walter il nuovo acquisto: una chitarra elettrica dalla forma inconsueta e particolare. Se fosse un film questo sarebbe l’incidente scatenante. Ma è un libro ed è comunque il vero inizio di tutto. E si parte con questa chitarra elettrica che, d’improvviso, lo rende un fenomeno musicale assieme alla sua band tanto da, nel giro di poco, ma veramente troppo poco, farli passare dal palcoscenico improvvisato del pub di un amico alla ribalta nazionale. Passeranno dal non avere un nome (e a non averlo mai immaginato prima di allora), alle incisioni discografiche e ai concerti internazionali. Anche e soprattutto grazie ad una serie di incidenti macabri e sospetti che avvengono nei loro concerti e che portano, giocoforza, i media a parlare del gruppo metallaro. Fino all’incidente finale, fra storie d’amore appena nate ed altre a ben vedere rifiutate, quello che apre gli occhi a Walter più che al gruppo, che decide di lasciare e mandare tutto a puttane, tornando alla vita di prima, alla vita vera.

 

Del Peso del Metallo, come detto, salviamo lo spunto. Salviamo le citazioni musical-metallare, solo per quelle, che spesso fanno da introduzione ai capitoli, andrebbe comprato e letto. Per il resto ci sarebbe da rivedere un po’ tutto. La storia fa acqua in più punti e solo chi scrive per mestiere se ne accorge bene, o perlomeno se ne avvede qualsiasi lettore a patto che sia smaliziato. Scritta così e non corretta (seppure nel libro non manchino i ringraziamenti ai sedicenti revisori) sembra la storia scritta da un adolescente che si cimenta nel primo romanzo. Eppure non è così. Siamo convinti che corretta a dovere, resa più verosimile e coerente, sarebbe un successone. Che non è detto non lo diventi lo stesso. Almeno è questo quello che auguriamo a Roberto Bernocco ed alla Abel Books. Una volta trovato un editor competente, ovviamente.

 

IL PESO DEL METALLO – ROBERTO BERNOCCO – Pag. 273 – ®Abel Books 2012

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