Louis Ferdinand Céline e l’importanza delle persone sulle cose, video-intervista

Louis_Ferdinand_Celine

Come spiegare l’immensità di Céline ad un bambino? Come far sapere che nella vita bisogna essere se stessi a discapito del rischio che si corre? Anzi mettendosi proprio in rischio pur di esserlo! Anche a dispetto di essere tacciati di nazismo, fascismo, anarchia. Per il solo fatto di non essere sceso a compromessi con la propria visione della cosa, della vita, della propria idea.

Louis Ferdinand Cèline, nome d’arte, all’anagrafe Louis Ferdinand Auguste Destouches, è stato un medico e scrittore francese, ma non uno come gli altri. Un uomo libero, più degli altri. Un uomo controcorrente tout court, si direbbe, ma semplicemente se stesso, al contrario di molti. E la dimostrazione si ha in questa video-intervista del quale ne trascriviamo la parte preponderante, quella in cui si presenta, a suo modo e snocciola un pensiero che la dice lunga, soprattutto se rapportato agli anni in cui lo espone, o se raffrontato agli anni in cui è nato, cresciuto e vissuto, agli anni (primi novecento) in cui si è formato.

 

Perchè anche prima era come ora. La società dell’immagine, la società della disunione, la società dell’ambizione e dell’ostentazione la faceva da padrona. La società delle cose, prima ancora che delle persone. La stessa società delle cose, delle vite liquide e delle vite di scarto, magari differenziato in qualche luogo, evidenziate anni appresso dal sociologo Zygmunt Bauman nei suoi fortunati saggi.

 

Ovviamente non ci limitiamo a trascrivere una parte della video-intervista di Louis Ferdinand Céline, ma la colleghiamo a questo post, per darvi modo di apprezzare e conoscere anche l’uomo, le sue condizioni di vita, la differenza fra lui e la compagna, fra l’ambizione e l’umiltà, fra i due ego umani. Fra le due persone.

 

Avremo in futuro altri post su Louis Ferdinand Céline. Un autore che va sopportato per alcune sue fissazioni, ma che non può non rientrare nel novero di chi ha cambiato e cambia le coscienze umane. Autore immenso, che non può non essere conosciuto tutti, anche se può essere apprezzato, molto probabilmente, da pochi. E spero che quei pochi si lascino estasiare dalla video-intervista che andiamo a linkare.

 

Ecco il testo trascritto del punto focale:

 

GIORNALISTA:

Se dovesse definirsi con una parola, cosa direbbe?

 

LOUIS FERDINAND CELINE:

 

Ebbene, io lavoro e non me ne frega nulla. Ecco esattamente quello che penso… La questione è che noi siamo i colpevoli della pubblicità, perché è l’orrore del mondo moderno che produce la pubblicità. Dunque io sto dalla parte della modestia…

 

Quello che conta è l’oggetto. Solo questo conta. Bene, voi avete un apparecchio davanti a voi (rif. telecamera), spero che sia magnifico, ma, dopotutto, il brav’uomo che l’ha inventato potrebbe aver avuto dei problemi… Magari era cornuto o pederasta… Magari aveva la calvizie o era un androgino, magari aveva il mal di gola, non so… Ma il suo apparecchio funziona, affidabile non è vero?

 

E’ un apparecchio che mi interessa… Ma dell’uomo che l’ha fatto non mi interessa nulla.

 

 

Ed ecco la video-intervista:

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