Casa Balboa, Mario Rocchi sulla solitudine dell’uomo e il suo destino

CasaBalboa

C’è un uomo e c’è un cane. Una moglie, due figli ed una figlia. Una famiglia. Apparentemente tutto può sembrare normale eppure…

 

 

Eppure in Casa Balboa, di Mario Rocchi per Abel Books, casa editrice della new economy, che pubblica per e-book Reader, in vari formati, nulla è come appare. Tanto per iniziare dal cane, Otto, un meticcio, un bastardo incrociato con un setter, che ha un tic particolare: cerca di trombarsi qualsiasi forma mobile alla sua altezza. Passando per i figli adolescenti e post, egoisti e ingrati indipendentemente dall’età, Stefi, Maurizio, Manuel. Finendo con la moglie Sofia, santa donna che lo sopporta e lo ama come si più sopportare ed amare il nemico peggiore.

 

Il protagonista di Casa Balboa è il padre, giornalista lucchese di un quotidiano locale, per nulla convinto e contento del lavoro che svolge, scelto e voluto dopo aver lasciato il posto da professore, che la moglie invece mantiene.  Attraverso le sue scorrazzate con Otto per Lucca, le sue espressioni colorite e gergali, le sue avventure extra ed intrafamiliari conosciamo meglio il suo mondo e capiamo perché va a puttane da un po’, fino all’atto finale, per molti scontato ma non banale.

 

In Casa Balboa di Mario Rocchi non regna la pace, come in molte famiglie italiane, si vive di egoismi e liti, di evasioni: parentali, coniugali, spaziali. In Casa Balboa si vive d’espressioni e pensieri alti che gozzovigliano assieme a sproloqui ed epiteti non certo forbiti e puri. Eppure, per il genere, il tema, l’ambiente, la storia, il lessico familiare è quanto di più vero e verosimile, tanto che non ti serve quasi il glossario comunque presente alla fine: si capisce bene.

 

Tutto perfetto allora? No. La storia, comica e irriverente in molti punti, diventa ripetitiva in molte descrizioni (ad esempio quelle sui ruoli e le figure all’interno del giornale) e didascalica quando anziché il personaggio a parlare è l’autore nell’idea, neanche troppo sbagliata per le conclusioni a cui addiviene, di imboccare (si legga indottrinare) il lettore verso una visione del mondo politico, cattolico ecc a discapito del libero arbitrio. A parte questi rallentamenti e parti evitabili o quantomeno limitabili, il romanzo di Mario Rocchi è scritto bene, ricorda vagamente nello stile il vecchio Bukowski senza starlo troppo ad imitare, è breve quanto basta per leggerlo agevolmente e lungo quanto basta per passarci qualche giorno d’evasione. A differenza degli altri ebook recensiti finora della medesima casa editrice è editato bene, senza molti errori e sviste.

 

Casa Balboa è una lettura post-estiva rapida ed intuitiva. Divertente e consigliata ad un pubblico giovane, smaliziato e senza tanti bigottismi. Leggendo gli altri libri di Mario Rocchi vi sapremo dire di più sull’autore, che pare molto apprezzato in Francia. Intanto scaricate dal sito Abel Books una copia, o compratela su Amazon è gli altri store online di libri, non ve ne pentirete.

 

Come di consueto ne pubblichiamo un assaggio ben esplicativo di seguito (non vi scandalizzate!), a presto con altre recensioni… Stay synchronized, on controlux!

 

“ Eccoci lì, di nuovo in due, l’una davanti all’altro, senza parlare, senza sapere cosa dire, senza un argomento nuovo, pieni di miseria spirituale, solo con la voglia di incazzarsi l’uno con l’altra un po’ per aver generato una filata di stronzi e un po’ per quell’aggressività interiore che avevamo l’uno per l’altra dopo tanti anni di tribolazioni matrimoniali”

….

“Ma che male fanno queste dolci puttane, queste sante puttane, a farsi chiavare per denaro da chi ne ha voglia e non riesce a trovare di meglio? Si dice, ma evadono il fisco. No, non è solo quello perché allora si potrebbe arrestare tutti gli industriali, i commercianti, i dottori, i dentisti, gli avvocati, i liberi professionisti eccetera eccetera. No. Rientra nella mentalità del peccato, del proibito godere, dell’imposizione dell’astinenza al piacere!”

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