PREDESTINATION: LA DURA VITA DEL PREDESTINATO

Predestination_Controlux

Fizzle Bomber, un nome buono per la caricatura di un terrorista, un nome da bevanda energetica, da caramella frizzante, da bibita con le bollicine. Fizzle Bomber: il nome-non nome del protagonista di Predestination, nei cinema adesso. Se poteste avere davanti a voi chi vi ha distrutto la vita, ed aveste la sicurezza di fargli la festa passandone indenni, voi, gliela fareste?

 

Da questa domanda dev’essere partito lo sceneggiatore della storia. Uno degli, almeno. Ed è questa domanda che ritorna più volte a far capolino. La risposta forse è ovvia, ma chi è la vittima e chi il carnefice, per chi non è avvezzo alle trame scambiste che promettono colpi di scena non colpendo più persona alcuna, è un po’ meno scontata.

 

C’è una donna, sulla carta la predestinata, c’è una storia che si intreccia con quella di un uomo, anche lui predestinato, un uomo che diventa lei stessa a causa di una malformazione congenita, che forse mai donna veramente era stata, che forse mai veramente c’è stata, in un continuo processo di rigenerazione fino alla destinazione finale. La “Predestination” finale. C’è un bar, da cui prende piede tutto, lentamente. E lentamente si comincia a conoscere la vita di questa donna, orfana ed ex ermafrodita, poi uomo. Del figlio che aveva tenuto accidentalmente in grembo, che le era stato sottratto appena nato. Del cambio sesso a cui era stata costretta suo malgrado. Sembra una vita sfigata come molte, illusa come molte, che si barcamena come molte fra la ricerca della strada e la comprensione del proprio scopo, ma poi accade qualcosa, l’altro si palesa, e fizzle bomber si comincia a capire che non è che una scusa. Accade che l’uomo, il barman a cui l’ex donna racconta la sua storia si propone di aiutarla. Se puoi avere davanti l’uomo che ti ha rovinato la vita (nel suo caso l’uomo che l’aveva ingravidata quand’era donna, prima di abbandonarla) e ti assicuro che la faresti franca, lo uccideresti? Le chiede. La risposta è affermativa sebbene si domandi come sia possibile. Ed anche se poco plausibile la convince di essere un agente temporale e di saper saltare indietro e avanti nel tempo in compagnia di un astuccio da violino. E’ così che inizia tutto, si movimenta finalmente un film finora troppo soporifero, è così che si iniziano a mischiare le carte. Senza colpi di scena degni del nome, nonostante il trailer prometta di lasciarti incollato fino alla fine, tutto scorre criptico e si disvela fino all’epilogo finale, in cui si intuisce che era tutto un bluff. Ed in cui ci si smarrisce poiché non si evince a cosa fossero predestinati i personaggi. C’era la donna ermafrodita poi uomo? C’era l’uomo predestinato? C’era il bambino orfano? C’era quell’orfano sottratto? O erano tutti la stessa persona? Bene, se volete andate a vedere il film e lo scoprirete!

 

Predestination, un film australiano di Michael e Peter Spierig con Ethan Hawke, Sarah Snook ed altri è in sala dal primo luglio fino a fine mese circa. Non dimenticate, se lo vedete, di scriverci nei commenti cosa ne pensate! Ecco una frase estratta dal film, citazione di Abramo Lincoln, messa in bocca a Jane, l’ermafrodita, prima donna poi uomo della storia.

 

Le cose possono venire a chi sa aspettare, ma saranno soltanto gli avanzi di chi si è dato da fare

You can leave a response, or trackback from your own site.

Leave a Reply